Museo/Monumento

IL FORTINO DI LOCALITA' GRISO

Descrizione
Immerso nella campagna tra gli oliveti in prossimità di San Colombano, dopo una breve deviazione in salita dalla strada comunale, si incontra questo piccolo, ma assai interessante, edificio.
Si presenta di forma circolare del tutto inusuale rispetto alle torri o ai punti di vedetta tipiche delle fortificazioni scaligere. La sua pianta è circolare e caratterizza il suo volume in altezza, formando un cilindro.
L’aspetto esteriore si fa notare per il rigore formale delle pietre che lo compongono, poiché determinano un reticolato ordinato che si sviluppa su moduli regolari nell’altezza e nella larghezza di circonferenze concentriche e sovrapposte.
La cromia dei lapidei è grigia e pone in risalto le modanature e i piccoli archi a tutto sesto che formano le monofore a feritoia, caratterizzate da una forte strombatura verso l’interno. I conci, unici nelle parti, sono levigati in superficie e descritti nella loro forma da una semplice scanalatura, che non accentua effetti chiaroscurali.
Alla monocromia della muratura, si contrappone la gronda, quasi una “trabeazione” decorativa che nel diverso materiale e nelle diverse forme, crea una fascia scura alla vista di particolare effetto visivo e architettonico. Formata da dei laterizi concavi sui quali si innestano ad appoggio altri convessi, che creano una linea curva sporgente e rientrante che va a delimitare l’imposta della copertura. Sono laterizi originali nella forma e unici per un edificio di modeste dimensioni. La copertura all’esterno leggermente a falda è formata da otto pietre triangolari che mimetizzano e non fanno intuire la cupola interna, è sormontata da un basamento circolare sul quale poggia una sfera con croce in ferro, in parte leggibile nella sua forma originale, che sollecita ad ulteriori indagini.
Il portale d’ingresso non presenta nessun tipo di bugnato, ma segue nella sua composizione la superficie curva, ad arco a tutto sesto e ci introduce in questo piccolo spazio circolare caratterizzato dalle aperture e nella parte alta dai resti di doppie mensole che dovevano presumibilmente alloggiare le travi della soffittatura. Opposto all’ingresso, l’incavo della sagoma di un probabile camino prosegue nella cappa che degrada con un canale verso la copertura. Dal punto di vista costruttivo è assai interessante la cupola interna, che partendo dall’imposta circolare, si suddivide in spicchi verso l’alto, attraverso una distribuzione metodica e graduale delle pietre che la compongono, degradando al centro. La struttura interna e quella esterna formano una doppia copertura con un probabile spazio di areazione tra le parti murarie.
Il fortino circolare poggia su un terrapieno dalla base più ampia che è caratterizzato dallo stacco sul piano terra da una corona in laterizio. Rivolto alla valle di Cazzano, il terrapieno, nella sua funzione di sostegno, ripresenta in altezza la stessa tessitura dei materiali e aperture a monofora, molto probabilmente per lo scolo delle acque, vista la non identificazione di un probabile passaggio al piano inferiore.
Al di sopra dell’apertura d’entrata una lapide reca la seguente scritta:

BONIFACIVS. SPREA. P.
ANDREAE. LATIORVM. F.
COLLE. SECTO. IMPLETA. VALLE
OLEAS. POSVIT. HANC. CONDIDIT
ANNO. SAL. M.D.CCC.XVII

BONIFACIO SPREA PRESBITERO
DI ANDREA DI ILLASI FIGLIO
TAGLIATO IL MONTE E RIEMPITA LA VALLE
PIANTO’ OLIVI E COSTRUI’ QUESTO EDIFICIO
NELL’ANNO DELLA SALVEZZA 1817

M. D. F.

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